domenica 16 dicembre 2007

LUCIANO BECCARIA

A Roma il ricordo dell'uomo e dell'artista
a cura di Aurelio De Rose

Quando giunsi a Roma nel novembre del 1997 non avevo alcuna possibilità di inserirmi nell'ambito del circuito artistico della Capitale: io che mi ero sempre dedicato ed occupato soprattutto di artisti napoletani che per lo più non avevano oltre che il circuito del proprio interland esercitato la loro diffusione e, solo in casi sporadici avevano oltrepassato il Garigliano...

Girai tantissime Gallerie, nell'intento non solo di farmi conoscere: anche in virtù dei miei testi; ma innanzitutto perché potessi in qualche modo conoscere giovani che affrontavano il difficile campo delle arti figurative e poter quindi dare un mio contributo critico e di accompagnamento alle loro opere.

I primi contatti positivi avvennero in virtù di un invito ricevuto da una pittrice polacca che esponeva in una collettiva presso lo studio Beccaria in via del Governo Vecchio. Fu quindi in quella occasione che iniziò la mia amicizia fraterna con Luciano ed a lui devo poi i successivi contatti sia per quanto riguarda altre Gallerie che pittori e Studi così come quello di Francesco Corica che operando nella stessa strada romana era uno delle presenze più vicine e costanti nei nostri giornalieri incontri.

Uno dei motivi che più collimavano la nostra frequentazione era quello del contatto con i giovani poiché anche Luciano ne seguiva attraverso calligrafiche lezioni i progressi che man mano perseguivano alle attente lezioni che sapeva impartire.

Lezioni che si incanalavano soprattutto nello spiegare e far rilevare del come la pittura che amava: quella caravaggesca primaria e principale fonte delle Sue sperimentazioni fosse la base sia del disegno che del cromatismo e della luce.

E, lo stesso modo di far da bottega dell'arte quel luogo era per lui così per quanti la frequentavano motivo di grande orgoglio e soddisfazione racchiusi però nell'intimo. Certo: perché Luciano era non solo una personalità schiva e sensibilmente racchiusa nel proprio intimo ma, in particolare modo sognatrice d'un mondo che non solo potesse riconoscergli i progressi a cui era giunto ma oltremodo potesse ricordarlo per quanto prodotto in termini pittorici.

Pochi sapranno che Luciano aveva iniziato a scrivere della Sua vita....di quando ragazzino si ritrovò rinchiuso in una struttura religiosa e di come avesse nel tempo risentito di quei trascosi tristi giorni dell'infanzia.

Io lo appresi perché mi diede l'incarico di revisionare quanto avesse fino ad allora riportato nella prima stesura. Lo feci rivelandogli che occorrevano alcune precisazioni sulla narrazione e che era necessario epurarla di molti elementi in sovrabbondanza. Accettò questo mio suggerimento e mi disse che prima o poi l'avrebbe ultimata quella sua storia di vita. Purtroppo ciò non è accaduto così come tutti gli altri progetti che di giorno in giorno facevano parte delle nostre chiacchierate mattudine seduti al bar di Enzo oppure nel suo spazio di lavoro. Lì in quella via del Governo Vecchio che mi diceva: stai napoletanizzando. Per le frequenti frasi che ripetevo in determinate occasioni, nella lingua della mia città natia che sia Lui che Francesco riprendevano.

Uomo di sogni e segni della vita che aveva attraversato tra mille lavori e traversie sognatore e amante di tutto quanto di bello gli si poneva al fianco, aveva proprio in questi suoi ultimi giorni di vita progettato una mostra personale prima delle feste natalizie e, per farla aveva ultimato un cataloghetto dove si alternavano le immagini di tante sue opere di quel "simbiosismo" che si era costruito nella ricerca del rapporto esistente fra fatti e persone tra anima e corpo. Ed in quella piccola brochure aveva inserito questo che appare come un suo testamento:

"Una vita spesa alla ricerca di me stesso, uno sbandare tra irrealtà e realtà, in cui l'unico rifugio è l'arte motivato da una sorte di fermento interiore che mi rende perennemente curioso di esplorare oltre al mio, gli animi di chi attraverso, e di fermare sulla tela impressioni e sensazioni"

Dicevo prima degli "alunni" che lo seguivano nelle Sue periodiche lezioni, e proprio alcuni di essi purtroppo l'hanno visto accasciarsi improvvisamente per non riprendersi mai più, in un pomeriggio ancora caldo, al Suo cuore malato che continuava ad esprimere nonostante sapesse d'esserlo tutto l'amore possibile per quanti ne avevano accordi di eguale sapere e per la piccola Carlotta che, suo cruccio, era conscio di non vedere crescere.

Allora! Ciao Luciano, spero che ora avrai modo di controllare se le senzazioni che sognavi e ti accompagnavano ora, hanno lo stesso ed eguale colore dei dipinti affrontati.

domenica 9 dicembre 2007

RACCOLTA DELLE FIRME DELL'ATTO COSTITUTIVO

martedì (11/12/07)- presso l'Atelier- ore 19.30-20.00
Si procede a raccogliere le firme per l'atto costitutivo. E' importante che veniate tutti, portando con voi fotocopia della carta d'identità e del codice fiscale.

E a seguire: Cena sociale in una delle pizzerie del centro

love

andrea

Art. 1- COSTITUZIONE

È costituita l’Associazione Culturale “Lubecca”.

Lubecca è una libera associazione culturale, autonoma, apolitica e pluralista, con durata illimitata nel tempo e senza scopo di lucro, regolata a norma del Titolo I Cap. III, art. 36 e segg. del codice civile, nonché del presente Statuto.

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